Ticino: Storia e Tradizione / Tessin: Histoire & Tradition

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Dall'Antichità ai Castelli di Bellinzona

Crocevia obbligatorio tra la Svizzera centrale e l'Italia, la regione del Ticino ha sempre giocato un ruolo fondamentale nella geografia europea. I reperti archeologici testimoniano la presenza di insediamenti stabili risalenti a circa 7000 anni fa, e fino al termine del I millennio a.C. rivelano costanti influssi nordalpini e padani. Il lento processo di romanizzazione si manifesta nel I secolo a.C., e la cristianizzazione altomedievale ha lasciato notevoli segni sul territorio, come per esempio il battistero di Riva San Vitale –  uno dei più antichi monumenti cristiani in muratura della Svizzera – seguito più tardi dall’edificazione dei tre castelli di Bellinzona (Castelgrande, Montebello e Sasso Corbaro) attorno al XIII secolo, e riconosciuti nel 2000 quale Patrimonio mondiale dell'umanità dall'UNESCO.

 

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Un territorio conteso tra Italia e la Svizzera d'Oltralpe

Dopo essere stata contesa a lungo tra le città di Como e di Milano, interessate a prendere il controllo delle vie commerciali verso i valichi alpini, nel tardo XIV secolo tutta la regione entrò a far parte del ducato milanese, che ben presto dovette fronteggiare i tentativi di alcune comunità svizzere di insediarsi oltre le Alpi. Già a metà Quattrocento Uri prese il controllo della Leventina, poi sancito dalla battaglia di Giornico (anche detta "Battaglia dei sassi grossi") nel 1478.

 

Le mire espansionistiche ebbero nuovo respiro nel primo XVI secolo, quando i confederati conquistarono i territori dell’odierno Cantone e li organizzarono nella forma di baliaggi, corrispondenti agli attuali otto distretti. Ognuno di questi era retto in nome dei XIII cantoni da un landfogto, vale a dire un governatore e giudice che solitamente rimaneva in carica per due anni. Il regime balivale ebbe fine con i moti libertari propagati dalla Francia rivoluzionaria, che nel 1798 invase la Svizzera e rinnovò le istituzioni, proclamando la Repubblica Elvetica.

 

1803: l'anno di nascita del Canton Ticino

Le terre ticinesi, entrate a far parte a pieno titolo del nuovo stato, vennero così suddivise nel Cantone di Bellinzona e in quello di Lugano, ma dovettero trascorrere alcuni anni di forte instabilità, finché Napoleone Bonaparte – con l’Atto di Mediazione – sancì la creazione del Cantone Ticino, il 19 febbraio 1803. Nominato come il fiume più importante che scorreva sul territorio, il cantone ricevette una Costituzione simile a quella degli altri 18 cantoni della Confederazione di allora. Il 20 maggio 1803 vi fu a Bellinzona l'insediamento del primo Gran Consiglio, composto da 110 deputati.

 

Nel XIX secolo i ticinesi si trovarono dunque a dar vita a un nuovo organismo e a creare un senso di appartenenza fino ad allora sconosciuto. Le continue violenze legate al dibattito e allo scontro politico portarono all'introduzione del sistema proporzionale per l’elezione del  Governo e del Parlamento (mantenuto ancora oggi) che favorì la nascita di nuovi gruppi e obbligò i partiti alla collaborazione.

 

Emigrazione, apertura verso il Nord e modernità

Attorno alla metà dell'Ottocento la popolazione – perlopiù attiva nel settore dell'agricoltura, della selvicoltura e della pastorizia – fu colpita da forti difficoltà economiche, aggravate dalla rottura dei rapporti con la Lombardia austriaca, ed ebbe inizio una vera e propria emigrazione di massa verso la California, l’Australia, il Sudamerica e altre destinazioni (per maggiori informazioni: OltreconfiniTi). L'apertura della galleria ferroviaria del San Gottardo nel 1882 permise al Ticino di superare (ameno parzialmente) l'isolamento dai Cantoni a Nord delle Alpi. A questa seguì l'inaugurazione dell’allora galleria stradale più lunga al mondo (16,918 chilometri) quasi un secolo dopo, nel 1980.

 

Fu questo il coronamento di un secolo, il ventesimo, in cui la società ticinese visse un importante incremento demografico (si passò dai 175.055 abitanti nel 1950 ai 265.899 del 1980 per poi superare le 300.000 unità nel 1994) e si sviluppò economicamente soprattutto nel ramo industriale, finanziario e turistico. Peculiarità che contraddistinguono il nostro Cantone ancora oggi.

 

Tradizioni e ricorrenze

Nel Canton Ticino, dove i dialetti mantengono una buona vitalità,  si trovano ancor oggi molte tradizioni che hanno avuto una parte rilevante per la cultura e l’identità dei cittadini. Un patrimonio inestimabile, in parte rappresentato nella Lista delle tradizioni viventi in Svizzera, in cui il Cantone figura  con sette citazioni (su 167) riferite a peculiarità legate al territorio. Fra queste va senz’altro ricordata la castanicultura che a lungo ha rappresentato un’importante risorsa per le frange più povere della popolazione. Nel campo artigianale l’inventario rende omaggio all’abilità delle maestranze nella costruzione di muri a secco e, soprattutto, nella copertura e nella riparazione dei tetti,  formati con pesanti lastre in pietra, dette “piode”.

 

Per quanto riguarda le ricorrenze, i canti dei Re Magi e della Stella caratterizzano da tempo l’Epifania, mentre le fiere di San Martino (a Mendrisio) e di San Provino (ad Agno) costituiscono appuntamenti fissi a novembre e a marzo. Il Magnifico Borgo ospita anche le processioni storiche della Settimana Santa, attestate dalla seconda metà del XVII secolo. In estate entrano invece in scena le milizie storiche di Leontica, Aquila e Ponto Valentino (nella Valle di Blenio) che in giugno e luglio sfilano con uniformi del passato. Nella lista non poteva mancare infine un riferimento al carnevale, in particolare con il  Rabadan di Bellinzona (fondato nel 1862) che coinvolge ogni anno  una folta schiera di persone.

 

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Version française - Une histoire millénaire, des traditions immortelles

Aperçu historique

Carrefour obligé entre la Suisse centrale et l’Italie, la région du Tessin a toujours joué un rôle fondamental dans la géographie européenne. Le territoire a été le théâtre de nombreux affrontements, comme celui qui opposa les villes de Côme et de Milan au XIVe siècle ou encore la bataille de Giornico en 1478.

 

On doit à Napoléon la création en 1803 du canton du Tessin, baptisé du nom de son fleuve le plus important. Au milieu du XIXe siècle, la population tessinoise affronta de dures épreuves qui la contraignirent à une véritable émigration en masse (voir le site OltreconfiniTi). L’ouverture des tunnels d’abord ferroviaire (1882) puis routier (1980) du Saint-Gothard favorisa le développement économique du canton.

 

Traditions vivantes

Dans le canton du Tessin où les dialectes conservent une bonne vitalité, on trouve aujourd’hui encore de nombreuses traditions, en partie recensées par la «Liste des traditions vivantes en Suisse». Mentionnons parmi elles la culture de la châtaigne, les murs en pierres sèches, les toits en «piode» (plaques de pierre), les chants des Rois Mages et de l’Étoile, les fêtes de la Saint-Martin (à Mendrisio) et de San Provino (Agno), les processions historiques de la Semaine Sainte, les milices historiques de Leontica, Aquila et Ponto Valentino (Val di Blenio) ou encore le carnaval, notamment le Rabadan de Bellinzone.

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